Ecco il mio nuovo CD “Uma mulher”.

Uma Mulher, il nuovo disco di Barbara Casini. L’intervista.

E’ uscito da qualche giorno il tuo nuovo disco insieme ad una “banda dupla”, come si legge nel titolo in copertina. Ci racconti la genesi di questo lavoro?

B: Era da tempo che volevo fare un disco con canzoni mie, ma non avevo trovato la formula giusta. Recentemente ho avuto la fortuna di incontrare due giovanissimi pianisti, poco più che ventenni, Alessandro Lanzoni e Seby Burgio, con i quali ho sperimentato un’ immediata sintonia. Ho subito pensato che ognuno di loro poteva essere il perno attorno a cui far nascere un gruppo, e che questi due diversi gruppi potevano essere finalmente la giusta formula per realizzare il mio disco.

Due gruppi diversi e due modi diversi di suonare?

B: Sembra un volersi complicare la vita, invece è un modo per non scegliere fra due situazioni musicali che mi sono ugualmente congeniali, pur nella loro diversità, visto che se non fossero diverse, non avrebbe senso questa operazione. Diverse come? Il gruppo con Lanzoni è più jazz, suona in modo più aperto, il ritmo ovviamente non manca ma è più spezzato, articolato. Il gruppo con Burgio è più latino, il groove è più chiaramente brasiliano, il tempo “rotola” con grinta e insieme rilassatezza.

In questo nuovo lavoro discografico hai anche inserito brani scritti da te. Di nuovo Barbara Casini in veste di compositrice?

B: Ci sono ben otto brani originali scritti da me, e questo mi riempe di gioia. “Respira piano” e “Uma mulher” sono esempi perfetti delle due anime di questo disco. “Respira Piano” è una canzone che ho scritto in occasione della nascita del figlio di una mia amica. Volevo una cosa aperta ma che seguisse il filo, che “respirasse”, appunto, con un sorriso di fondo: il risultato è perfetto! “Uma Mulher” è un pezzo teso, triste, che non doveva diventare enfatico, ma avere quell’andamento circolare tipico del samba lento, su cui appoggiarsi, senza forzare: obiettivo colto in pieno! E’ sempre una grande emozione vedere le proprie composizioni prendere forma, magari allontanarsi anche un poco dall’idea di partenza proprio grazie al dialogo e al confronto con gli altri musicisti.

Ancora una volta il Brasile e la sua musica sono protagonisti.

B: In questo disco il Brasile è sempre presente, ma senza nessuna intenzione filologica. Il brano di Paolo Silvestri esula decisamente, ma anche questo è un vecchio desiderio finalmente realizzato: avevo sempre pensato che fosse un brano cantabilissimo, e finalmente sono riuscita a scrivere un testo adeguato all’intenzione del compositore.

Ed infine?

B: Ed infine, posso solo ringraziare i musicisti che hanno partecipato a questo lavoro e con i quali spero di continuare a lungo a divertirmi ed emozionarmi.

 

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