In Brasile per un nuovo disco.

Qualche domanda a Barbara prima della sua partenza.         

Tra qualche giorno sarai di nuovo in Brasile: perché questo viaggio ora?

Vado in Brasile prima di tutto perché non posso restare molto tempo lontana, ho bisogno di ri-immergermi nella musica e nella vita culturale di questo Paese, con una regolarità necessaria per la mia energia vitale!

Ma stavolta c’è in più la bellissima opportunità di registrare un disco con i fratelli Taufic, e registrarlo nella loro città, Natal, nel Nordeste del Brasile, un luogo che adoro, e che esprime una tradizione musicale molto interessante.

Come è nata la collaborazione con Roberto e Dudu Taufic?

Conosco Roberto da circa 25 anni, da quando è venuto in Italia la prima volta. Abbiamo collaborato sporadicamente per un po’, e negli ultimi tempi in maniera più stretta e continuativa, fortunatamente. Dudu invece l’ho conosciuto da poco, la sintonia è stata immediata, e loro due insieme sono una forza della natura! Questo disco spero sia l’inizio di una lunga vita per questo trio.

Come avete scelto i brani che suonerete insieme in questo nuovo disco?

Ho scelto io il repertorio, che vuole essere appunto un omaggio alla tradizione musicale nordestina, sia attraverso brani decisamente popolari, sia di compositori vari, originari di quella terra o che comunque si sono ispirati a quel tipo di musica. Ci sarà anche almeno un brano originale di Roberto.

Che differenza c’è tra suonare ecantare musica brasiliana con musicisti brasiliani e musicisti italiani?

Suonare insieme ai brasiliani è un modo per immergersi completamente nel loro mondo, identificarsi, e godere del sapore e dello swing proprio della loro musica, che io amo profondamente. E’ un sentirsi a casa, per me che per più di 30 anni ho avuto la musica popolare brasiliana come fulcro del mio lavoro e della mia passione. Non aver bisogno di spiegare nulla, lasciarsi tranquillamente accompagnare, anche guidare, ma con l’autorità che mi sono guadagnata in questi lunghi anni di pratica e di ricerca.

Suonare questo tipo di musica con musicisti italiani, oltre al piacere che mi dà trasmettere le mie conoscenze e il mio entusiasmo, è il modo per rendere questa musica più “universale”, per uscire dai suoi confini, per mescolarla con il jazz, per esempio, per raggiungere un risultato più personale, più originale, accogliendo i gusti, la personalità, il pensiero di chi è con me. La fortuna che ho di collaborare con musicisti giovanissimi rende questo cammino ancora più avvincente.

Visiterai nuovi posti in Brasile?

In questo viaggio tornerò a Natal dopo ben 10 anni, e questo mi rende molto felice. Da lì sarebbe bello viaggiare un po’ verso altri bellissimi posti di mare, ma non ne avrò il tempo. Andrò a Rio e poi a Sao Paulo, oltre che per incontrare amici carissimi, anche per divulgare il mio libro sui compositori brasiliani con l’intenzione di contattare una casa editrice brasiliana interessata a farne una traduzione e mostrare anche il mio nuovo disco appena finito di mixare, e che qui in Italia uscirà a marzo, nella speranza di suscitare l’attenzione di un’etichetta brasiliana per una eventuale uscita in Brasile.

 

Oltre ad incidere il nuovo disco, ti esibirai in qualche posto?

A Natal farò un concerto il 21 gennaio, e spero di confermare anche qualche gig a Rio e Sao Paulo.

Buon viaggio, Barbara!

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